LA SQUADRA
G.S.D. FEBBRE GIALLA - STAGIONE 2011/2012

In piedi (da sinistra): SCACCHETTI, SACCOMANO, ESPOSTI, FICCO, BONATO,
SCOVOTTO, FLORIAN, CAVALLI.
Accosciati:
CATANZARITI, COREA, CORSI, BENETELLO,
VALMASONI. Assenti: RICCI, CEHAIC, PASOLLI.
# 1-Corea Nicola (1° portiere): In realtà
nessuno sa che si chiama così, visto che per il mondo del futsal
è semplicemente “Uku”: barman sopraffino e con un
passato nelle arti marziali è agile e potente e amante del parare a mani nude.
Per accaparrarsi la sua firma, il President è andato
in moto fino ad Albarella dove Uku
ha fatto la stagione da barista alcolizzando nugoli
di figli di papà e molto probabilmente castigando nugoli di figlie di
papà! Dopo una casuale fortunatissima serata “galante” in tuta, spaccia la stessa
ai compagni come infallibile “tuta da accalappio” dalle incredibili doti
afrodisiache. Superstizioso e scaramantico, nel corso della scorsa stagione,
arriva all’eccesso, guarda caso, alla 13° giornata che, guarda caso, cade il
giorno 17: con un sms comunica
al President prima della partita con La Grolla: “Se stasera mi fai giocare con il n°7
vinciamo di sicuro, però ti devi fidare. A Silvietto diamo il 14. Fidati della càbala…mi ci gioco le palle di Silvio!”…ed infatti con indosso la maglia azzurra n°7 della seconda
muta trascina la squadra alla prima vittoria in C1….che
dire? Termina le sue nottate impregnando d’alcol i
giovinastri del DownTown, attaccandosi alla cintura gli scalpi
dell’appariscente “Rapunzel” azzerata dai gin tonic ukiani e del “Ferroviere”
piegato in due dai suoi dolciastri e colorati intrugli. Nelle infinite serate
in cui si “beve l’ultima” che poi non è mai l’ultima,
rischia anche una denuncia da parte di una carcassa umana chiamata “il fratello
di Tobe”, al quale vieta ripetutamente di far
dondolare le lampade sul bancone ricevendone la minaccia “Ti querelo perché il
movimento (delle lampade) è bello!” Già fastidiosamente smanioso di giocare
fuori (un po’ come tutti i portieri), è diventato ancor più petulante dopo il
suo millimetrico lancio di 30 m. con i piedi, che ha messo la sfera sulla testa
di Silvietto appostato sul fondo del campo opposto (spettacolare gol al Lago di
Cei)...ora chi oserà dirgli più qualcosa? Infatti,
esaltato dall’impresa, ci prova pure con le mani e, contro il Pool, lancia al
limite dell’area, Silvietto salta, salta pure il portiere avversario da dietro
e si fa un goffo autogol smanacciando scoordinato: Uku
delira che il gol gli venga addirittura attribuito
come rete personale! Rovina tutti questi bei ricordi con una pessima
prestazione a Merano dove, cercando la rete personale dalla propria area,
colpisce ripetutamente le arcate in legno della
“cattedrale” Segantini con sbilenchi rinvii alla viva il parroco, lamentandosi
che, a suo dire, “il soffitto è troppo basso!” Come tutti i portieri smania di
giocare fuori…ed eccolo beccato una volta correre per il palasport palla al
piede mentre si autofaceva la telecronaca a mezza
voce “Ecco Renzullo…Renzullo…Renzullo…”, dal che se ne ricava inequivocabilmente che sia
il suo idolo futsalistico! Come strana pratica masochisticocabalistica prepartita
al fine di successive stratosferiche prestazioni è solito, in riscaldamento,
anelare di essere offeso da violente pallonate che gli arrechino
più nocumento possibile: fantasiosa la fucilata di Fiocco che gli fa sgorgare
sangue da occhio-naso-bocca, ma non scherza pure la
notevole la cannonata nei maroni di Mirza con dolore fino alle ovaie…se è questo quello che
vuole per giocare bene, vuol dire che prima di ogni incontro un compagno a
turno gli tirerà un calcio nelle palle!
# 12-Cavalli Andrea (2°
portiere): Anche lui in passato faceva parte della nidiata nordica poi si è
messo in stand by per qualche tempo: dopo essere
ricomparso frequentando assiduamente il bancone di Uku,
ha deciso di rimettersi in attività con molta buona volontà. Grande atleta, già
dalle prime sgambate dimostra che non tutti i portieri devono essere sempre le
zavorre quando si corre in preparazione, anzi, è proprio un Forrest
Gamp, che corre sempre, addirittura in cantina sul
tapis roulant! Usa la testa per fendere l’aria, scatenando gli insulti di
Silvietto che non sopporta vederlo in quella postura: “Ma stai dritto, mi
sembri un autistico!” Si schiaccia un polso sotto una
quintalata di macchinario ma non si ferma
assolutamente e prosegue indefesso gli allenamenti. Utilizza metodi molto sofisticati per “agganciare” le ragazze, cioè le aggancia
proprio fisicamente avvalendosi della catenella alla quale è appeso il
portafogli con cui si appende a maglie, maglioni e sciarpe delle malcapitate
tirando irreversibilmente i fili e rischiando di
rovinare capi di ogni tipo. Ma la conquista più ambita ed
invidiata dagli avventori del DownTown è certo la bionda treccioluta “Rapunzel”,
soprattutto quando lo saluta picchiettandogli maliziosa con le unghie smaltate
sulla spalla e chiamandolo con voce flautata “Ciao, Cavalliiiiiinoooooo!”
Cleptomane, perchè feticista, di bandiere tricolori,
pare ne possieda una sconfinata collezione. Con gli amici è il protagonista
delle serata devastanti in cui decidono di essere buttati fuori
da un ristorante: con comportamenti zotici e beceri al tavolo tirano la
corda fino alla defenestrazione definitiva dal locale! Epocale
performance in un dopo partita, quando si presenta nudo, in posizione marziale
con braccio teso, con baffetti e pettinatura
hitleriana fatta con la schiuma dello shampoo e urlante sconnesse frasi in finto-alemanno nazista. In una sola partita ha una
fugace ricaduta nella sua, un tempo fin troppo famosa, interpretazione del suo
alter ego “Cavallo Pazzo” rischiando ben tre rossi: due evidenti parate fuori
area ma soprattutto pallone preso con le mani in campo e appoggiato sulla linea
laterale per accelerare la rimessa…nessuno se ne accorge,
incredibile! La birra solitamente non gli dà alla testa, tranne quella volta
che un albanese gli diede in testa una bottigliata di birra: occhio nero, punti
di sutura sul cranio e, ahimè, finale di Coppa saltata. Per una gita a Londra
con pericolosi “compagni di merende” si autonomina capogita, studia
alacremente e partorisce un fittissimo piano di viaggio con itinerario
culturale particolareggiato comprensivo pure di “fucking
shopping”: non molto padrone della lingua anglofona
si preoccupa principalmente di come si traduca la frase che lui ritiene
essenziale per un soggiorno londinese e cioè “Preservativo? No, io faccio il
salto della quaglia!”…translandolo in “Condom? No, no, no, i make the jump of the quail!”
# 22-Scovotto Paolo (3° portiere
- allenatore portieri): Portiere, allenatore,
cuoco…fondamentalmente cuoco! E’ infatti soprannominato “Lo Chef”, date le pietanze che è
solito confezionare con le sue manone per allietare
gli immediati dopopartita prePaulaner: ottima la
pizza, ma insuperabili le teglie di melanzane alla parmigiana! Fisico, a suo
dire, martoriato perennemente da magagne e malanni vari, sciorina come un
rosario la serie infinita di infortuni subiti quando
giocava in porta abbinando al danno eventi e/o indumenti vari: “Li vedi questi
guanti? Quando li ho messi mi sono rotto la caviglia!”
– “La vedi questa maglia? L’ultima volta che l’ho messa mi hanno portato
all’ospedale!” e così via fino a svariati vaticini prepartita
porta-sfiga: “Tutte le volte che metto questi pantaloncini ho perso…” – “Se non
mangiate queste rondelle di liquirizia, oggi perdiamo!” Ma
l’apoteosi l’ha raggiunta comunicando a tutti il suo sogno ricorrente da ben 20
anni: il 27 aprile 2011, alle ore 10.55, sarebbe morto in via Maso della Pieve,
davanti al cimitero, tra i due semafori, investito da una macchina rossa…il President, previdente, aveva provveduto a commissionare la
lapide e a vergare di suo pugno un necrologio adeguato (Il Signore ha chiamato
a sé l’anima buona di Paolo Scovotto. Amici e parenti
ne piangono la scomparsa, mentre la squadra fa festa matta. Non fiori, ma
melanzane alla parmigiana.) e tutta la squadra ha aspettato quel fatidico
momento con trepidazione e messianica attesa un po’ come la fine del mondo per
certe sette religiose: ma come la fine del mondo, anche la fine del Cuoco non
si è verificata e lo “Scovolone” imperversa ancora
nel nostro spogliatoio con le sue monate e, si spera,
con i suoi manicaretti sopraffini! Alla cena di inizio
stagione 2011-12 arriva in clamoroso ritardo e subisce il pesante scherzo del
cibo con correzioni: ignaro dell’antipasto modificato, ingoia le crocchette di
formaggio farcite di zucchero di canna, sale in abbondanza e ben 5 peperoncini
secchi…sacramenta ed evapora in nebbia fino a chiusura e agogna un cocktail di Malox! Interista camaleontico si trasforma in napoletano
dopo aver rischiato una rissa con dei tifosi del ciuccio mimetizzati tra le
bancarelle di piazza delle Erbe. In trance agonistica
post partita, arriva al punto di dichiarare di essere “una fighetta”
e di trangugiarsi mezze pinte di caramelloso Cosmopolitan
dissertando di gossip come fosse nel telefilm Sex & the City finendo sul
letto….dell’astanteria del Pronto Soccorso in quasi-coma
etilico, con la tuta sporca di vomito e senza una scarpa! Ti stimiamo come gli emo, “Chef” Sco(n)vo(l)tto!
# 2-Benetello Thomas (laterale
difensivo): Per tutti Tobe: peso piuma, secco secco, un po’ un “(Anti)Cristo si
è fermato a Eboli”. Adora correre ed infatti appena inizia la preparazione eccolo ingobbito con
braghe enormi sulle gambine stinche
fendere sicuro l’aere con la sua canappia da tucano
che usa probabilmente come deriva per andare più veloce. Non appare un grande parlatore, ma in realtà non lesina frequenti battute
taglienti e salaci: adora ritagliarsi un’immagine da cinico e duro, ma poi
tradisce in doccia il suo animo da “tenerone”
esibendo fiero l’uso di coloratissime “spugne a retina” di ultima generazione,
con cui si rinvigorisce e si esfolia allegramente
dopo l’allenamento. Lo sguardo sinistro ed il ghigno luciferino
con cui saluta i compagni augurando “Che il Maligno vi illumini”
fanno sempre più pensare che lo pseudonimo da lui assunto nel blog di Neffo, di Bandito n. 666
non sia stato scelto a caso: liquida regolarmente i Testimoni di Geova che bussano alla sua porta dichiarando il suo
integralismo satanico e risponde alla domanda “Ma tu non credi in Dio?” con un
disarmante “Sì, solo che tifo per l’Altro!”. Curiosa la pratica di asciugarsi
il sudore dopo l’attività sportiva mettendosi in testa, a mò
di chador islamico, stinti asciugamani simili a
canovacci da cucina assumendo un’inquietante mìse da
vecchia macilenta della Cappadocia. Nelle sue
balordissime cronache delle partite della FG “viste dal di
dentro” (quando il bigotto Neffo non lo censura!)
scatena la sua fantasia malata soprattutto all’indirizzo del proprio portiere Uku al quale non perdona alcuna distrazione evidenziando
tutte le attività parallele che egli svolge durante le letali conclusioni degli
attaccanti avversari, tipo: allevare nidiate di vedove nere tra i pali, curare
amorevolmente piante carnivore, innaffiare orti botanici, allattare piccoli di
ramarro della Valsugana, sistemare sulla traversa nidi di quaglie delle Sarche, tagliare la frangia ad un koala di montagna,
coltivare gladioli sulla linea di porta, piantare filari di alberi di mele,
fare l’apicoltore con maschera di rete in faccia, attirare in porta poiane con
richiamo per uccelli, pulirsi il sottounghia dei piedi…Horns
up metalsataniche ad ogni gol, sono il suo
inconfondibile festeggiamento, che potrebbe però ben presto sostituire con i
più turpi “Stinky Adolf” o
“Dirty Sanchez”! Da esimio
cultore delle perversioni, si lascia irretire in doccia da Paolino che gli
agita sotto il naso i suoi conturbanti parastinchi rosa-fior di fragola a mo’
di richiamo seduttivo, e gli si concede, così, per un
po’ di squallido amor fugace. Bellissimo il suo
augurio natalizio: “Satana sia con te, anche e soprattutto nel giorno del
nemico!” Altra debolezza manifestata ultimamente è la curiosa ed irrefrenabile
voglia da “donna gravida” o, come lui preferisce, da “checca isterica” della
senape dolce bavarese per Weißwurst, al punto di
farsi a notte fonda degli intrugli immangiabili mescolando senape Orco e miele
pur di placare l’insaziabile astinenza.
# 3-Ricci Valerio (laterale difensivo): Nel 2010, il “Barone Rosso” dopo tanti anni in cui le sue gambone tentacolari da piovra e i piedoni ruvidi e
rettangolari gli hanno consentito di tarpare fior fiore di attaccanti e, a
volte, di destreggiarsi in piena area nemica, come i più tecnici attaccanti
pivot, siglando pure reti di pregevole fattura, ha deciso di appendere le
scarpe al chiodo, togliendosi dalla mischia. Ma l’abbandono al parquet è durato
poco: dopo insistenti litanìe presidenziali ha deciso
per le future stagioni di mettersi a disposizione solo in caso di necessità e
di lasciare spazio a i giovani nonostante abbia ancora
in dispensa notevoli quantità dell’unguento miracoloso tipo pozione di Asterix,"Lo Spirito Gallico", che lo potrebbe far
giocare fino ad 80 anni. Autore di improvvise e
ingiustificate email di autodifesa in cui sostiene
che non sopporterebbe che “si pensasse male di lui” quando è costretto a
saltare qualche allenamento per preservarsi il fisico macilento, esterna poi
vane promesse da marinaio circa la sua presenza alle sessioni atletiche al
Druso e, nei dopo partita, è solito fingere di essere senza portafogli per
andare a scrocco da Tibe: inevitabili e meritate le
numerose email ricevute dai compagni con la frase
“Sì, Vale, io penso male di te!” Postosi, come si è già detto, a disposizione
in caso di bisogno, necessita di precisi ed articolati capitolati da cui possa
valutare se esista o meno una reale emergenza in seno alla squadra: rispedita
al mittente la prima chiamata contro l’Holiday B
accetta invece quella contro il Bronzolo B
presentando però al President la sua salata parcella
in vista del trasloco: “Intanto la lavatrice me la devi, poi se vinciamo,
divano e se faccio tre o più gol, lavastoviglie!”…si è vinto 4-5 e lui ha fatto
tripletta…la mattina dopo, di domenica, il President
sbuffava come un mantice nel portare su per quattro piani una lavatrice-dolmen,
un divano-menhir ed altri pesi immani. Da quando è
ritornato all’ovile il suo “gemello mietitor di anime”, Franz, anche Valèrio trova più
gusto nel ricimentarsi nel calcetto anziché nel più
freddo e distaccato tènnis e
quindi eccolo nella stagione 2011/12 andare alla caccia del record di presenze nella
FG a scapito di Luca Verdi e siglare determinanti reti col suo tipico tiro a
frustata-pennellata di semiesternopuntamezzocollo
destro che solo lui è in grado di eseguire!
# 4-Catanzariti Francesco (centrale difensivo): Torna a vestire il giallonero dopo 5
lunghissimi anni, il braccio destro del President, IL
Capitano, l’ex VicePresidente, l’anima della FGialla,
il sacerdote della fatica fisica, il fedele discepolo della preparazione
atletica dei famigerati F.lli Cannavacciuolo…ormai
fattore nel Mugello, dedito alla coltivazione ed all’allevamento biodinamico,
ha cmq deciso di soddisfare una vecchia promessa ed
incrementare così le 124 presenze del suo passato “febbricitante” erigendo
nuovamente la sua tipica muraglia insuperabile davanti alla porta birraiola. Un grandissimo onore e soprattutto piacere
riaverlo tra di noi dopo tanto tempo, tanta sfiancante
attesa e tante preghiere all’Altissimo…La notizia del suo ritorno sul parquet,
dopo un’annata da desaparecido nel “buen retiro” toscano, ha
scatenato un coro di sinceri peana di giubilo da parte dei più raffinati e
competenti addetti ai lavori del futsal regionale,
segno inequivocabile del notevole ricordo lasciato dal grandissimo Franz sia come giocatore che come persona: il commento più
gettonato da parte dei vari Presidenti e mister è stato “Cazzo,
con lui avete già metà squadra!”, ma il più colorito e folkloristico
è stato il mitico De Paoli del Green Tower che, da
autentico malato del pallone, ha detto: “Cààzzo, (a quanto pare questo è l’intercalare comune
quando si parla di Franz!) el
pü forte zentràl de la Rezòn, toi! Vàrda,
g’ho perfìn la pèle d’oca, mòna!” – ed aveva
veramente la pelle d’oca! Non è da meno il grande Giovanelli,
capitano storico dell’HDI TN, che per l’occaisone ha
rispolverato un suo personale motto coniato negli anni: “Io non sopporto
perdere, ma se devo scegliere un giocatore da cui farlo, questo è Franz Catanzariti!” Tanti sono i
soprannomi affibbiatigli per il suo strapotere atletico: Spiderman,
Intercity, Freccia Rossa…famosissima è la sua mossa detta “dell’egiziano” con la quale si oppone all’avversario mettendosi di profilo come
Tutankamen sui papiri, ma inarrivabile è la
freschissima mossa dell”Uomo-Bruco: riuscire ad
ostacolare un avversario senza usare alcun arto, ma compattarsi a crisalide e
far fallo con la testa! Chi poi volesse evadere dallo stantìo,
grigio e monotono mondo cittadino e ritagliarsi un salutare periodo di relax
nella riposante nathura thoshana,
lo vada a trovare all’Agriturismo “IL MURETTO”: www.ilmurettoagriturismo.com !
# 5-Florian Davide (centrale difensivo): Promettentissimo giovane che il DS Silvietto ha voluto fortemente con sé dal C5 BZ, dopo
averlo letteralmente allevato nel Nordik. Ottimo
centrale, con grande tecnica e personalità, è pure
molto propenso a spingersi in attacco data la notevole abilità e forza nel
tiro. Un anno alle dipendenze di Sieff lo hanno poi
reso molto esperto anche dal punto di vista tattico. Incredibili occhi azzurro
ghiaccio, come d’altronde la sorella -barista al Lido- che però è infinitamente
molto più gnocca, e viso da bravo bambino nascondono
in realtà una notevole cattiveria agonistica soprattutto in fase difensiva che
quasi stona con i delicati lineamenti da studentello
secchione tutto casa-libri-e-chiesa: di qui il
soprannome di Davidino “Faccia d’Angelo”. Possiede muscoli fragilissimi sempre
a rischio di stiramento o contrattura addirittura nella normale vita di tutti i
giorni come sedersi sull’asse del bagno, bere una birra, strizzare un
occhio…ormai la contrattura è parte integrante della sua vita, tanto che ormai
chiede rassegnato “mi dai uno strappo in macchina?” E’ così buono ed
ingenuo che al DTown gli
rubano addirittura la giacca sotto il naso. Famoso per i murales
di Lagrein di cui è stato artefice al Pogue, è allergico al vino rosso che non riesce più nemmeno
ad annusare: in compenso si è scoperto amante del
bianco Intruso, un Soave garganeva in purezza, che
lui è solito degustare a suon di mezze pinte (8 o 9). Non si contano più le
serate che conclude molto “provato” con l’amico Cava,
dopo le quali poi si devono raccontare reciprocamente cosa hanno combinato,
colmando i tanti vuoti di memoria…è nelle mire della famigerata Giulia-Paulaner, che ambisce al suo scalpo, dopo quello di
altri calciatori che ha già appeso alla cintura: ma anche succedesse qualcosa
con lei, non riuscirebbe mai a ricordarselo il giorno dopo…a meno che non
facciano “robe” a tre con anche il fedele Cavallino che prende appunti!
# 6-Corsi Andrea (centrale difensivo): Sempre irremovibile nella sua allergia ad
indossare la tuta sociale, soprattutto di venerdì, in quanto è giorno
“prefestivo” e quindi dedicato a “far serata” postpartita:
nonostante tutte queste sue remore da giovinastro che deve rispettare un “look stiloso”, il President lo cucca
alla sagra di via Aosta appostato col fido Ago e rispettive donzelle a fianco
di un bidone maleodorante mentre spiano invidiosi, attraverso le sbarre, le
coppie anziane che volteggiano al ritmo del lìssio
romagnolo! Sotto Natale scorso scompare misteriosamente nel tragitto che va
dalle Roen alla Paulaner,
dove era stata fissata la cena societaria, dopo aver comunicato a tutti “Ci si
vede là!”…la nevicata che si abbatte sulla città impedisce ogni possibilità di rinvenirne le tracce o il corpo, tant’è
che il Capitano, impietosito davanti alle pietanze ormai fredde destinate al
compagno, pensa bene si darvi degna sepoltura nel proprio ventre ed allertare la trasmissione televisiva “Chi l’ha
visto?”…forse era andato a vedere il Bubi a Merano? Perennemente assonnato per
le svegliatacce all’alba, sviene addormentato sul
divano dimenticandosi degli allenamenti: urge al più presto una sveglia puntata
sulle 19.30. Odia giocare all’aperto (Palamainardo),
odia giocare contro i farm teams,
odia giocare contro le squadre scarse…odia giocare? Da quando è papà di
Daniele, è scomparso letteralmente: si fa vivo solo via sms,
promette ritorni a breve che non mantiene ed ha procurato alla squadra la bella
muta neroverde da allenamento ricorrendo ad una entusiasmante “caccia la tesoro” con misterioso pacco
nascosto nello sconosciuto Bar Tom, imbucato
nell’introvabile via Mahl…anche perché si chiama via Mahler! Dopo l’altisonante dichiarazione “A gennaio ’12
torno per portarvi in finale di Coppa!” non se ne è
più avuta alcuna traccia…
# 7-Silvio Bonato (pivot): Ex tuttofare
del disciolto Nordik approda alla FGialla
nel 2009 con tutto il suo straripante entusiasmo e l’immensa voglia di
impegnarsi per fare bene rifiutando le numerose proposte; da subito braccio
destro del President nella delicata fase della
campagna acquisti estiva si guadagna i galloni di DS pro tempore,
ma soprattutto, visto il notevole carisma da trascinatore, merita
indiscutibilmente la prestigiosa fascia di Capitano. Durante gli allenamenti, il buon Silvietto è sempre prodigo di
prontissime battute con cui rallegra costantemente l’ambiente, incita i
compagni al grido di “VITA SANA!” e, paonazzo come una
barbabietola, non molla mai nemmeno nei momenti di difficoltà fisica. Apostolo
della “Corsa sul Guncina” venera questa cima come fosse uno degli 8000 di Messner,
ne conosce ogni tornantino, ogni roccia e pure ogni
pianta e si allena per la mitica impresa di scendere sotto i 14’ sputando
sangue da solo, con la donna, col cane o col President.
E’ autore di grandi performances durante la
preparazione: 1) distrutto e stravolto, all’ultimo scatto si dirige giù nel
greto del Talvera e riemerge sulla
ciclabile bagnato fradicio, ricoperto di stafilococchi fecali, scalzo e
con le scarpe in mano dichiarando “Beh? Mi sono rinfrescato un po’…qui ci
pescano, ci si potrà pur bagnare con quest’acqua,
no?”- 2) Affaticato e in debito di ossigeno dopo una
serie notevole di scatti, confonde il “Vorsicht!” di
una ciclista di passaggio con un improbabile “Prosit!”
che continua poi a ripetere ossessivamente: “Prosit??
Ma perché mi ha detto Prosit?...Ma guarda questa…Prosit? Prosit anche a te allora!” Affetto da “ginocchia di burro”
si sollucchera regolarmente arditi cocktails in cui sheckera
pericolosamente integratori e antidolorifici: il prodotto da lui più gettonato
è il sospetto mix Voltaren/Guaranà
preceduto rigorosamente da 1 o 2 uova sode e punch all’arancio…il suo fegato ringrazia! Ora ha deciso di assumere pura cartilagine di
squalo, solitamente prescritto per anziani ottuagenari dalle articolazioni
consunte, mah… In coppia con Uku-Platini è autore del
gol più spettacolare degli ultimi anni alle Roen
(contro il Lago di Cei 2009/10): lancio millimetrico
del portiere con i piedi dalla sua area ad attraversare tutta la palestra e
diretto a pescare Silvietto appostato sulla linea di fondo
per la metafisica girata di testa in gol! E’ anche l’unico capace di esultare
rischiando seriamente di mozzarsi la lingua nel comico e violentissimo scontro
frontale col President. Un tempo, quando meno te lo aspettavi,
come “The Illusionist”, tirava fuori
dal suo cilindro uno dei suoi “gol impossibili”, autentici giochi di
prestigio unici, spettacolari e memorabili: contro l’Holiday
ha sfoderato il “gol dello Scorpione” (tacco volante alla Ibra
con palla nell’angolino basso) e contro il Dolomiti ha corretto in gol un
corner con un sontuoso tacco rasoterra alla Bettega…bei
tempi! Quest’anno che è dimagrito e si è tolto il
doloroso menisco rotto…non segna più, incolpando di questo le scarpe che
continua a cambiare in quanto causa, a suo dire, della sua
involuzione in Ramarro-DarkoPancev! A notte fonda e
dopo scarrettate di amari, è
solito assoldare per strada disadattati di ogni tipo che vagano senza mèta come
zombie, da improbabili attaccanti marocchini a sedicenti estrosi fantasisti
peruviani (Yo soy artista, yo soy percusionista!).
# 8-Saccomano Maurizio (laterale/pivot): Il DS Capitan Silvietto lo voleva fermamente ed alla fine ce l’ha fatta
ad ottenerlo definitivamente dal Pool, grazie alla disponibilità del Presidente
Zadra. Suo
prediletto ai tempi del Nordik, lo propone alla
società scommettendo su di lui ciecamente, straconvinto che il President-Mister riuscirà a valorizzarlo e sfruttarlo molto
meglio di tutte le squadre che fino ad ora lo hanno avuto tra le loro fila.
In ambito universitario è un Giano Bifronte dato che vive con
una doppia personalità: è registrato come Maurizio, ma anche come Umberto Saccomano…solo che in due non hanno fatto nemmeno gli esami
di uno solo, ma ci credo, finchè gli mancano le basi
di cultura generale (Mauri: “Ma perché i nazisti
scrivevano 88?”- “Prova a pensare a che lettere dell’alfabeto corrisponde
l’8…”- Mauri: “Ah, HH, è vero…Hadolf
Hitler!”). E’ rivoltante
quando si trova di fronte ciotole di cagaio al
bar, perché, con la scusa che sono gratis, si riempie indecentemente la bocca
come i criceti di patatine, pop corn, crostini,
noccioline, cicciopolenta, ciccioformaggio,
lupini, mandorle amare fino ad intasarsi. Innamoratissimo della palla è uno dei
pochi giocatori che nel calcio a 5 non gioca mai di
“prima”, ma piuttosto di “nona” o di “decima” o anche di “dodicesima”: folle dribblomane è arrivato al paradosso di slogarsi una
caviglia da solo a furia di fintare e strafintare davanti ad un avversario
(immobile)! Buon velocista, denota però nella corsa un passo non certo felpato
da ghepardo, anzi abbastanza pesante da bisonte, anzi veramente greve da
elefante: il suo avvicinarsi è infatti annunciato da
uno schiaffeggiare violento delle suole sul suolo, tipico proprio di una
locomozione plantigrada o di piedi piattissimi. Dopo anni e anni da
studente-parassita della società, si è finalmente ritagliato un ruolo nel mondo
lavorativo impiegandosi come commesso da Zara: la sua specialità è rifilare
pantaloni col cavallo basso a clienti 50enni convincendoli di essere dei
supergiovani!
# 9-Esposti
Gualtiero (universale): Fondatore,
Presidente, Mister patentato, General Manager,
organizzatore, amministratore, tesoriere, finanziatore (purtroppo!), legale,
accompagnatore, addetto stampa, magazziniere, lava-maglie, porta-acqua, webmaster, papà di Ariannina
e pure giocatore della Febbre Gialla è riuscito tra 1000 difficoltà a creare e,
per ora a mantenere in vita dal 1991 ad oggi, questo stupendo giocattolo che
spera non si rompa mai. E’ l’inventore dell’imbarazzante “rimessa del Gabibbo”: inguardabile, inutile e pericolosissima rimessa
laterale effettuata vicino alla propria area con palla scucchiaiata
a campanile quasi sul posto. Non contento, ha creato anche “l’autogol del Gabibbo” cadendo e spedendo goffamente nella propria porta
una palla danzante sulla linea. Riesce prepotentemente a dare il suo nome alla
mitica “Paulaner nel Krug”
che, da “birra del Presidente”, viene poi storpiata e
assume le varianti di “birra Gualti” e della
barbarica “birra Gualtika”….tipica
bevanda di chi professa il “razzismo Gualtiko” (una
sorta di integralismo alcolico diretto ad escludere tutte le altre birre
diverse da quella “ariana”)! Dopo aver contratto la mononucleosi
alla veneranda età di over-quarantenne,
a suo dire per colpa di un bicchiere mal lavato e usato da qualche bocia de merda untore, vive con la fobia psicotica che sulle lattine
di Coca-Light ci abbiano urinato i topi e quindi siano super infette. Nei
dopopartita ama da sempre intervistare i folkloristici
ebbri che abbondano nei locali: munito di taccuino e penna ha eternato e
pubblicato le esternazioni folli di “Plastilina” e di
“Capitan Harlock” del Molo, le sbrodolate sul
mocassino blu-camoscio e sui ciccioli mantovani del
Principe e le farneticazioni sociosessuali del
“Fratello di Tobe”. Presidente della FGialla dal lontano 1991 e, nel
mondo del calcio a 5 dal 2000, ha ormai ridotto al minimo la sua sopportazione
nei confronti dei tanti cialtroni che, ignoranti, beceri e zotici, gravitano in
questo mondo sposando appieno la campagna di cui è fondatore il mitico Calde
intitolata “Pagliacci del calcio a 5?
NO, grazie!” In quanto anche preparatore atletico passa la sua estate ad
allenarsi in solitudine per non sfigurare a fine agosto
quando dovrà dirigere la preparazione di tutta la squadra: sempre
davanti a tutti (vèci e bòci) ha ricevuto il commento
esterrefatto di Valma che l’ha definito “non un
uomo…un cyborg!”
# 10-Valmasoni Paolo (pivot): Pivot di “peso” con una sconfinata esperienza futsalistica
fatta di centinaia di gol e presenze in C1 con Grolla e soprattutto Bronzolo, arriva finalmente alla FG nel 2010-11 per
un’ultima stagione di qualità! Simpaticissimo e sempre di buon umore traspira
positività da tutti i pori…e nel suo caso sono veramente
tanti! Barzellettiere della squadra centellina
le sue esilaranti battute, facezie e storielle uscendo allo scoperto solo nei
momenti adatti in cui sa che il pubblico pende dalle sue labbra: il suo cavallo
di battaglia rimane cmq il criptico tormentone botta-e-risposta
“Ma…te sai cosa gà deto?
– No, cosa gà deto? – Gà deto così!” Ha vinto
facilmente la scommessa lanciata ad Ugo di mangiarsi 5 caldarroste in 1 minuto:
lo ha lasciato ruminare per un’eternità e poi per pietà ha rifiutato di
riscuotere la vincita. Ama vincere, sempre, ovunque e contro chiunque,
ma soprattutto vincere “…A GNEEEENNNTEEE!” Grande soddisfazione per la società
sentirlo proclamare a fine stagione scorsa: “Ma lo sapete che erano anni che
non mi divertivo così? Mi avete fatto tornare la voglia di giocare!”, con
conseguente rinvio di un anno all’addio al calcetto. Come la scorsa estate,
Paolino ha ribadito anche quest’anno
il suo personalissimo ritiro in Grecia con “ripetute” e “carichi” a suon di pìta giros, moussaka
e souvlaki che si sono fatti subito sentire nelle
prime sessioni atletiche di agosto: ritardi insignificanti sulle tabelle
rispetto ai compagni dovuti però a personali deviazioni dal tragitto previsto,
mirate a rendere più impegnativo il percorso (si consideri che nei 2’ impiegati
in più degli altri nel frattempo era andato e tornato da Sarentino,
aveva risalito il torrente gareggiando con una trota salmonata
e mangiato una pizza al Minigolf pagando col bancomat!). Alla cena di inizio stagione 2011-12 si rende pesce pulitore di tutti
i finferli lasciati nei piatti dagli schizzinosi
compagni di squadra: conclude la serata in grande difficoltà da overdose di Cantharellus Cibarius e, turgido
e rilucente come una zampogna, a causa dei simpatici gallinacci che si sono
gonfiati nel ventre per colpa della birra, non riesce a deglutire più nulla ed
ha allucinazioni erotico-bucoliche di donne discinte
che leggiadre raccolgono funghi nel bosco mostrandogli impertinenti la rosellina anale! La sua tendenza a riuscire sempre
malissimo nelle foto di squadra (tendenzialmente con impressionante bocca a
bancomat e vitrei occhi fessurati) ha fatto
insospettire tutti e formulare l’ipotesi che egli sia
in realtà un “rettiliano” secondo la teoria
dell’ufologo David Icke (in effetti i suoi osceni
parastinchi rosa-BigBabol sono da vero alieno). Per effettuare studi scientifici sulla sua natura, nel corso di
un allenamento, gli è stato sparato nella chiappa un dardo piumato fucsia
intriso di un potente narcotico: il povero Valmabisonte
è franato subito al suolo sfiatando un lamentoso muggito e crollando in un
sonno profondo. Al suo risveglio si è ritrovato un microchip impiantato nello
scroto, grazie al quale il President controllerà le
sue abitudini alimentari, sociali e sessuali da casa utilizzando ben 3
terminali che lo monitoreranno perennemente.
# 11-Ficco Marco (laterale offensivo): Dopo estenuante trattativa con Sir Ferguson-Flaim, il prode “Fiocco” approda alfin alla corte giallonera nel
mercato invernale 2009 e bagna subito l’esordio con gol al Green Tower. Amante delle sgroppate a briglia sciolta,
s’immedesima un po’ troppo spesso nei puledri di razza e scorrazza per i
parquet con i paraocchi da cavallo da tiro, ignorando segnali, urla, richiami
dei vari compagni liberi…solitamente il suo destro esplode folgori tremende,
anche se il suo classico “tiro a girare”, soprattutto su punizione, è sempre
pericolosamente in agguato. Schivo, introverso e di pochissime parole è però
già ben integrato nello spogliatoio e dimostra di tenerci molto: diventa
insolitamente superloquace soltanto certe volte ad ora
tardissima ma rigorosamente dopo il dopo-partita, dopo il dopo-Paulaner
e dopo il dopo-dopo-DownTown…tiene conferenze, sforna
consigli di ogni tipo ed assume il ruolo di mattatore al grido di
AMMAZZACAMMELLI! Raggiunta la maturità psicofisica, dichiara di
essere carichissimo al 120% per la stagione 2011-12 e già in
preparazione si vedono i primi segnali: annoiato dalle andature tabellari troppo lente per lui, si mette in scia ad
ciclista su una bici da corsa, battendo il record dell’ora di Moser (e non in altura!). Esilarante
quando, nel corridoio della Paulaner, imita
l’inguardabile rimessa laterale d’esterno di un vecchio compagno, ingobbendosi,
torcendo gli arti in modo innaturale e grondando copiosamente per aver annegato
la pizza nell’arancione fluorescente dell’olio piccante. Suda come pochi
uomini sudano concludendo allenamenti e partite con le
magliette fradice, letteralmente inzuppate di sudore, neanche gli avessero
tirato addosso un secchio d’acqua…o forse invece sì?

# 14-Cehaic Mirza (laterale offensivo):
Può la birra fare miracoli? Pare di sì, dato che
l’acquisto più spettacolare di questa stagione è stato
formalizzato nientemeno che sui tavolacci di legno dell’Oktoberfest-Fantasy
2011 tra resti momolati di Brezen,
luride ossa di stinco, indecenti macchie di senape dolce e soprattutto vari Maß di Spaten. Il primo straniero
della storia della FGialla è
quindi il talentuoso bosniaco Mirza,
che, seppur giovanissimo, già vanta un passato nella Primavera del Venezia
(quando i lagunari erano in serie B) e alcuni anni in C1 di calcio a 5 col Bronzolo. (S)pettinatura grulla, foulard-pashmina voluminosa, giacca color terra di siena bruciata, braghe slim-fit
verde pisello con risvolto stile “acqua alta” e mocassino, non fanno certo
pensare che dietro tutta questa, diciamo, esuberanza nel vestire/apparire, si
nasconda un autentico virtuoso del pallone dotato oltretutto di un tiro al
fulmicotone…ma si sa, l’abito non fa il monaco. Vuole competere con Valma per i parastinchi più belli, e, da sbruffone qual è,
dice di potersene permettere un paio nuovo a settimana…ed è vero, peccato che
il color marron-cartone che predilige lasci proprio a
desiderare. Anche i suoi gusti culinari non sono propriamente urbani, ma forse
là nel suo Paese si mangia così: pizza con Weißwurst
e gorgonzola smaltata con 4 bustine di maionese…una
specialità erzegovina! Amabilissimo fuori dal campo, è invece in campo una testa matta che ha
spesso momenti di apnea cerebrale dovuti alla trance agonistica in cui diventa
un pericolo per l’arbitro, per gli avversari, per se stesso e per i compagni:
memorabile il diverbio con Uku che lo aveva ripreso,
durante una partita, per un gol sbagliato al quale prima minaccia la morte e
poi lo zittisce tuonando “Lui può parlare (Franz), tu
no!” Altro schizzo, condivisibile, lo ha con l’amicone Davide che, giunto
davanti al portiere, si fa parare il tiro anziché servirlo per un comodo
appoggio a porta vuota: dopo averlo insultato nella lingua madre e non solo,
convoglia per fortuna tutta la sua rabbia nel successivo splendido tocco
d’esterno che va a baciare il palo interno per il gol della sicurezza…l’impresa
lo rabbonisce e si becca subito un amorevole “Grande, zingaro!” dal Capitano.
Ad inzio 2012 dichiara sollennemente
di avere cambiato mentalità e di essersi messo a dieta ferrea…squadrando con
bava il President come fosse
il tacchino del Ringraziamento. E’ autore inconsapevole del nuovo grido di
battaglia giallonero: SMRT! Pobjediti i pobjedicemo!!!
# 15-Pasolli Claudio (laterale difensivo): Graditissimo ritorno, dopo alcuni anni di addio al calcetto, da parte del
“Geometra” della vincente FGialla degli anni 2006/07e
2007/08. Torna in punta di piedi in gennaio per dare, se del caso, una mano in
caso di emergenza ed alzare l’età e la qualità della
squadra.
# -Scacchetti Ugo (2° allenatore - portiere): Arriva dal rock acrobatico e, dopo qualche scampolo da portiere, si è
ritagliato un importantissimo spazio in panchina svolgendo sapientemente ed in
combutta col President il difficile e delicato ruolo
di “Co-Mister enigmista”, compilando le preziose
caselline di falli-fatti-e-subiti
e gestendo i delicatissimi cambi. Melanzane-dipendente, è riuscito a traviare il buon Beppe Calcagnile
trascinandolo nel gorgo della malavita e costringendolo a fargli da “pusher” di
sott’olii, fino ad imbattersi in “Chef” Scovotto che gli rifila overdose di melanzane alla
parmigiana. Dopo 3 presenze in D in 4 stagioni, alla veneranda età di 38
anni e con un dito insaccato, esordisce, per emergenza, in serie C1-2009/10
contro il temibile Green Tower sfoderando una
prestazione epica, quasi come i cori da osteria intonati al compleanno di
Silvietto nell’austera Paulaner in piedi sul tavolo.
“Matematica imperatrix mundi” è il suo credo: ed infatti riconduce tutto a numeri, comprese le distanze da
coprire in allenamento che lui non misura in metri ma le converte in
centinaia/migliaia di passi, utilizzando come unità di misura il sistema ugometrico decimale! Sempre posato ed
educato schizza nella partita più tranquilla della storia sacramentando nelle
orecchie dell’arbitro che lo grazia e non lo espelle per turpiloquio blasfemo. Viene invece allontanato dal rosso Tosini,
e fa così precipitare la società negli ultimi posti della Coppa Disciplina, per
averlo educatamente invitato a guardare il campo e non la panchina, mentre un
pazzo meranese falciava gialloneri
senza pietà. Maniaco del Lotto è stato assunto da Cesare come consulente, per
astronomici calcoli e contorti sistemi: è forse da queste due menti malate che ne è uscito lo strampalato sistema per cui se incroci i
numeri delle ruote e prendi il primo di Venezie e
l’ultimo di Bari + più la propria data di nascita, viene fuori sempre 47…o giù
di lì…mah!