LA SQUADRA
STAGIONE 2010/2011

In piedi (da sinistra): .
Accosciati: . Assenti:.

# 1-Corea Nicola (1° portiere): In realtà
nessuno sa che si chiama così, visto che per il mondo del futsal
è semplicemente “Uku”: barman sopraffino e con un
passato nelle arti marziali è agile e potente e amante del parare a mani nude.
Per accaparrarsi la sua firma, il President lo scorso
anno è andato in moto fino ad Albarella dove Uku ha fatto la stagione da barista alcolizzando
nugoli di figli di papà e molto probabilmente castigando nugoli di figlie
di papà! Dopo una casuale fortunatissima serata “galante” in tuta, spaccia
la stessa ai compagni come infallibile “tuta da accalappio” dalle incredibili
doti afrodisiache. Superstizioso e scaramantico, nel corso della scorsa
stagione, arriva all’eccesso, guarda caso, alla 13° giornata che, guarda caso,
cade il giorno 17: con un sms
comunica al President prima della partita con La
Grolla: “Se stasera mi fai giocare con il
n°7 vinciamo di sicuro, però ti devi fidare. A Silvietto diamo il 14. Fidati
della càbala…mi ci gioco le palle di Silvio!”…ed infatti con indosso la maglia azzurra n°7 della seconda
muta trascina la squadra alla prima vittoria in C1….che
dire? Termina le sue nottate impregnando d’alcol i giovinastri del Down Town, attaccandosi alla cintura gli scalpi della “Avril Lavigne dei poveri”
azzerata dai gin tonic ukiani
e di ferrovieri piegati in due dai suoi dolciastri e colorati intrugli.Già fastidiosamente smanioso di giocare fuori (un po’ come
tutti i portieri), è diventato ancor più petulante dopo il suo millimetrico
lancio di 30 m. con i piedi, che ha messo la sfera sulla testa di Silvietto
appostato sul fondo del campo opposto (spettacolare gol al Lago di Cei)...ora chi oserà dirgli più qualcosa? Infatti, esaltato
dall’impresa, ci prova pure con le mani e, contro il Pool, lancia al limite
dell’area, Silvietto salta, salta pure il portiere avversario da dietro e si fa
un goffo autogol smanacciando scoordinato: Uku delira
che il gol gli venga addirittura attribuito come rete
personale!
# 12-Cavalli Andrea (2° portiere): Anche lui in
passato faceva parte della nidiata nordica poi si è messo in stand by per qualche tempo: dopo essere ricomparso frequentando
assiduamente il bancone di Uku, ha deciso di
rimettersi in attività con molta buona volontà. Buon atleta, già dalle prime
sgambate dimostra che non tutti i portieri devono essere sempre le zavorre
quando si corre in preparazione! Si schiaccia un polso sotto una quintalata di macchinario ma non si ferma assolutamente e
prosegue indefesso gli allenamenti.

# 22-Scacchetti Ugo (3° portiere): Arriva dal rock acrobatico e questo dettaglio la potrebbe dire lunga sul
perchè sia il terzo portiere, ma si confida sul fatto
che, come non si faceva cadere le ballerine, così pure non gli sfuggano nemmeno
i palloni dalle mani (semprechè non gli si
sbriciolino i guanti come fecero a suo tempo i Moon-Boot!).
Si è comunque ritagliato un importantissimo spazio in
panchina svolgendo sapientemente ed in combutta col President
il difficile e delicato ruolo di “Co-Mister
enigmista”, compilando le preziose caselline di falli-fatti-e-subiti
e gestendo i delicatissimi cambi. Melanzane-dipendente,
è riuscito a traviare il buon Beppe trascinandolo nel gorgo della malavita e
costringendolo a fargli da “pusher” di sott’olii.
Dopo 3 presenze in D in 4 stagioni, alla veneranda età di 38 anni e con un dito
insaccato, esordisce, per emergenza, in serie C1-2009/10 contro il temibile
Green Tower sfoderando una prestazione epica, quasi
come i cori da osteria intonati al compleanno di Silvietto nell’austera Paulaner in piedi sul tavolo. Stufo di
essere tra gli ultimi nelle sessioni atletiche di preparazione, ha deciso quest’anno di seguire il President
nelle sue corse folli a Lignano, ottenendo buoni
risultati dopo le prime uscite in cui aveva dovuto capitolare squagliandosi
come una medusa sotto il solleone. “Matematica imperatrix
mundi” è il suo credo: ed infatti riconduce tutto a
numeri, comprese le distanze da coprire in allenamento che lui non misura in
metri ma le converte in centinaia/migliaia di passi…

# 2-Benetello Thomas
(centrale): Per tutti Tobe: peso piuma, secco secco, un po’ un “(Anti)Cristo si
è fermato a Eboli”. Adora correre ed infatti appena inizia la preparazione eccolo ingobbito con
braghe enormi sulle gambine stinche
fendere sicuro l’aere con la sua canappia da tucano
che usa probabilmente come deriva per andare più veloce. Non appare un grande parlatore, ma in realtà non lesina frequenti battute
taglienti e salaci: adora ritagliarsi un’immagine da cinico e duro come quando,
impietosamente, adora sbattere fuori dalle Roen le
ragazzine del volley perché tocca a noi entrare, ma poi tradisce in doccia il
suo animo da “tenerone” esibendo fiero l’uso di
coloratissime “spugne a retina” di ultima generazione, con cui si rinvigorisce
e si esfolia allegramente dopo l’allenamento. Lo
sguardo sinistro ed il ghigno luciferino con cui
saluta i compagni augurando “Che il Maligno vi illumini”
fanno sempre più pensare che lo pseudonimo da lui assunto nel blog di Neffo, di Bandito n. 666
non sia stato scelto a caso: liquida regolarmente i Testimoni di Geova che bussano alla sua porta dichiarando il suo
integralismo satanico e risponde alla domanda “Ma tu non credi in Dio?” con un
disarmante “Sì, solo che tifo per l’Altro!”. Curiosa la pratica di asciugarsi
il sudore dopo l’attività sportiva mettendosi in testa, a mò
di chador islamico, stinti asciugamani simili a
canovacci da cucina assumendo un’inquietante mìse da
vecchia macilenta della Cappadocia. Nelle sue
balordissime cronache delle partite della FG “viste dal di
dentro” (quando il bigotto Neffo non lo censura!)
scatena la sua fantasia malata soprattutto all’indirizzo del proprio portiere Uku al quale non perdona alcuna distrazione evidenziando
tutte le attività parallele che egli svolge durante le letali conclusioni degli
attaccanti avversari, tipo: allevare nidiate di vedove nere tra i pali, curare
amorevolmente piante carnivore, innaffiare orti botanici, allattare piccoli di
ramarro della Valsugana, sistemare sulla traversa nidi di quaglie delle Sarche, tagliare la frangia ad un koala di montagna,
coltivare gladioli sulla linea di porta, piantare filari di alberi di mele,
fare l’apicoltore con maschera di rete in faccia, attirare in porta poiane con
richiamo per uccelli, pulirsi il sottounghia dei piedi…
# 3-Varignani Alan (laterale
difensivo): Il supertatuato parrucchiere proviene
dal C. Laives dove ha iniziato a praticare il
calcetto appena tre anni fa; sotto la guida feroce di Caio Bärele
ed ispirandosi allo “spirito guida” Franz, ai cui
insegnamenti si è sempre attenuto anima e corpo rasentando una sottomissione
quasi da schiavo, è riuscito con caparbietà a migliorarsi e crescere
tatticamente e tecnicamente in modo esponenziale fino a guadagnarsi quasi
un’intera stagione in C1. Approda in giallonero un
po’ per scommessa con se stesso un po’ per sperticata ammirazione verso
l’entità febbricitante, voglioso di guadagnarsi la stima di tutti sia con la rudezza del suo gioco che con la sconfinata
“mentalità” sportiva di cui è seguace, apostolo ed alfiere.
# 4- Saccomano Maurizio (laterale offensivo): Il DS Capitan Silvietto lo voleva fermamente ed alla fine ce l’ha fatta ad ottenerlo in prestito dal Pool. Suo prediletto ai tempi del Nordik,
lo propone alla società scommettendo su di lui ciecamente, straconvinto che il President-Mister riuscirà a valorizzarlo e sfruttarlo molto
meglio di tutte le squadre che fino ad ora lo hanno avuto tra le loro fila.
Giocatore di indubbie qualità tecniche, sarà
sicuramente utile alla causa giallonera, anche perché
fresco delle dritte tattiche dello “Sceriffo” Allegri.
# 5-Florian Davide (centrale): Promettentissimo giovane che il DS
Silvietto ha voluto fortemente con sé dal C5 BZ, dopo averlo letteralmente
allevato nel Nordik. Ottimo centrale, con grande tecnica e personalità, è pure molto propenso a
spingersi in attacco data la notevole abilità e forza nel tiro. Un anno alle
dipendenze di Sieff lo hanno poi reso molto esperto
anche dal punto di vista tattico. Incredibili occhi azzurro ghiaccio, come
d’altronde la sorella -barista al Lido- che però è infinitamente molto più
gnocca, e viso da bravo bambino nascondono in realtà
una notevole cattiveria agonistica soprattutto in fase difensiva che quasi
stona con i delicati lineamenti da studentello
secchione tutto casa-libri-e-chiesa.

# 6-Corsi Andrea (centrale difensivo): Sempre irremovibile nella sua allergia ad
indossare la tuta sociale, soprattutto di venerdì, in quanto è giorno
“prefestivo” e quindi dedicato a “far serata” postpartita:
nonostante tutte queste sue remore da giovinastro che deve rispettare un “look stiloso”, il President lo cucca
alla sagra di via Aosta appostato col fido Ago e rispettive donzelle a fianco
di un bidone maleodorante mentre spiano invidiosi, attraverso le sbarre, le
coppie anziane che volteggiano al ritmo del lìssio
romagnolo! Sotto Natale scorso scompare misteriosamente nel tragitto che va
dalle Roen alla Paulaner,
dove era stata fissata la cena societaria, dopo aver comunicato a tutti “Ci si
vede là!”…la nevicata che si abbatte sulla città impedisce ogni possibilità di rinvenirne le tracce o il corpo, tant’è
che il Capitano, impietosito davanti alle pietanze ormai fredde destinate al
compagno, pensa bene si darvi degna sepoltura nel proprio ventre ed allertare la trasmissione televisiva “Chi l’ha
visto?”…forse era andato a vedere il Bubi a Merano?

# 7-Silvio Bonato (attaccante
pivot): Ex tuttofare del disciolto Nordik approda alla FGialla nel
2009 con tutto il suo straripante entusiasmo e l’immensa voglia di impegnarsi
per fare bene rifiutando le numerose proposte; da subito braccio destro del President nella delicata fase della campagna acquisti
estiva si guadagna i galloni di DS pro tempore, ma
soprattutto, visto il notevole carisma da trascinatore, merita
indiscutibilmente la prestigiosa fascia di Capitano. Durante gli allenamenti, il buon Silvietto è sempre prodigo di
prontissime battute con cui rallegra costantemente l’ambiente, incita i
compagni al grido di “VITA SANA!” e, paonazzo come una
barbabietola, non molla mai nemmeno nei momenti di difficoltà fisica. Apostolo
della “Corsa sul Guncina” venera questa cima come fosse uno degli 8000 di Messner,
ne conosce ogni tornantino, ogni roccia e pure ogni
pianta e si allena per la mitica impresa di scendere sotto i 14’ sputando
sangue da solo, con la donna, col cane o col President.
E’ autore di grandi performances durante la
preparazione: 1) distrutto e stravolto, all’ultimo scatto si dirige giù nel
greto del Talvera e riemerge sulla
ciclabile bagnato fradicio, ricoperto di stafilococchi fecali, scalzo e
con le scarpe in mano dichiarando “Beh? Mi sono rinfrescato un po’…qui ci
pescano, ci si potrà pur bagnare con quest’acqua,
no?”- 2) Affaticato e in debito di ossigeno dopo una
serie notevole di scatti, confonde il “Vorsicht!” di
una ciclista di passaggio con un improbabile “Prosit!”
che continua poi a ripetere ossessivamente: “Prosit??
Ma perché mi ha detto Prosit?...Ma
guarda questa…Prosit? Prosit
anche a te allora!” Affetto da “ginocchia di burro” si sollucchera
regolarmente arditi cocktails in cui sheckera pericolosamente integratori e antidolorifici: il
prodotto da lui più gettonato è il sospetto mix Voltaren/Guaranà preceduto rigorosamente da 1 o 2 uova sode e punch
all’arancio…forse le branchie, i bargigli e le strane vibrisse che stanno
facendo capolino sul suo viso sono i segnali di una sua mutazione genetica? Ora
ha deciso di assumere pure cartilagine di squalo, solitamente
prescritto per anziani ottuagenari dalle articolazioni consunte, mah… In coppia
con Uku-Platini è autore del gol più
spettacolare degli ultimi anni alle Roen (contro il
Lago di Cei 2009/10): lancio millimetrico del
portiere con i piedi dalla sua area ad attraversare tutta la palestra e diretto
a pescare Silvietto appostato sulla linea di fondo per la metafisica girata di
testa in gol! E’ anche l’unico capace di esultare rischiando seriamente di
mozzarsi la lingua nel comico e violentissimo scontro frontale col President.

# 8-Ficco Marco (laterale offensivo): Dopo estenuante trattativa con Sir Ferguson-Flaim, il prode “Fiocco” approda alfin alla corte giallonera nel
mercato invernale 2009 e bagna subito l’esordio con gol al Green Tower. Schivo, introverso e di poche parole è però già ben
integrato nello spogliatoio e dimostra di tenerci molto. Amante delle sgroppate
a briglia sciolta, s’immedesima un po’ troppo spesso nei puledri di razza e
scorrazza per i parquet con i paraocchi da cavallo da tiro, ignorando segnali,
urla, richiami dei vari compagni liberi…solitamente il suo destro esplode
folgori tremende, anche se il suo classico “tiro a girare”, soprattutto su
punizione, è sempre pericolosamente in agguato. Raffinato come pochi, durante
la preparazione estiva si disseta al brattaro del Talvera con birra in bottiglia versata nel boccalino e cicchetta, mentre gli zotici
compagni sbevazzano senza stile luride lattine o miserabile acqua.
# 9-Esposti Gualtiero (universale): Fondatore, Presidente, Mister patentato, General
Manager, organizzatore, amministratore, tesoriere, finanziatore (purtroppo!),
legale, accompagnatore, addetto stampa, magazziniere, lava-maglie, porta-acqua,
webmaster, papà di Ariannina
e pure giocatore della Febbre Gialla è riuscito tra 1000 difficoltà a creare e,
per ora a mantenere in vita, questo stupendo giocattolo che spera non si rompa
mai. E’ l’inventore dell’imbarazzante “rimessa del Gabibbo”:
inguardabile, inutile e pericolosissima rimessa laterale effettuata vicino alla
propria area con palla scucchiaiata a campanile quasi
sul posto. Non contento, ha creato anche “l’autogol del Gabibbo”
cadendo e spedendo goffamente nella propria porta una palla danzante sulla
linea. Solitamente cerca la composizione pacifica delle liti, tranne con i custodi della palestra, soprattutto se sono
sgarbate e prepotenti ucraine alle quali minaccia di lasciarle da sole a
spostarsi le porte di peso: unica eccezione è per il mitico calabrese
Bidello-Ranger “Mefisto” del quale si è comprato i
servigi e la protezione con una servile bottiglia di vino. Riesce
prepotentemente a dare il suo nome alla mitica “Paulaner
nel Krug” che, da “birra del Presidente”, viene poi storpiata e assume le varianti di “birra Gualti” e della barbarica “birra Gualtika”….tipica bevanda di chi professa il “razzismo Gualtiko” (una sorta di integralismo alcolico diretto ad
escludere tutte le altre birre diverse da quella “ariana”)!
# 10-Valmasoni Paolo (pivot): Pivot di
“peso” con una sconfinata esperienza calcettistica
fatta di centinaia di gol e presenze in C1 con Grolla e soprattutto Bronzolo, arriva finalmente alla FG per un’ultima stagione
di qualità! Le “ripetute” e i “carichi” fatti nella recente vacanza in Grecia a
suon di pìta giros, moussaka e souvlaki si sono fatti
subito sentire nelle prime sessioni atletiche di agosto:
ritardi insignificanti sulle tabelle rispetto ai compagni dovuti però a
personali deviazioni dal tragitto previsto, mirate a rendere più impegnativo il
percorso (si consideri che nei 2’ impiegati in più degli altri nel frattempo
era andato e tornato da Sarentino, aveva risalito il
torrente gareggiando con una trota salmonata e
mangiato una pizza al Minigolf pagando col bancomat!). Simpaticissimo e sempre
di buon umore traspira positività da tutti i pori…e nel suo caso sono veramente tanti!
# 11-Sanfelici Andrea (laterale offensivo): Un autentico monumento del futsal regionale con
un recente glorioso passato in serie B al Bubi e prima e dopo solo e sempre C1
a Merano e con Futsal BZ, Pool BZ e C. Laives: ribattezzato Sanpernici
da chi di futsal se ne intende è un elemento
importantissimo in campo, ma anche e soprattutto nello spogliatoio dove si
cimenta con Alan in sketch esilaranti da veri
cabarettisti. Il gran mangiatore di pastacorta-cortapasta
è il fiore all’occhiello del President che lo
inseguiva, blandiva e corteggiava da ben due anni:
alla fine, dopo decine di sms poetici in rima,
padelle de pasta, padelle de carne, cene tex-mex
(spallata vincente!) ed ettolitri di birre Gualtike,
il 12/7 alle 18.33 alla Paulaner si è levata la
fumata bianca e si è potuto gridare il liberatorio “HABEMUS SANFE!”…solo
l’immenso polpo veggente Paul aveva previsto in tempi
non sospetti che sarebbe finita così! Sempre sorridente e molto motivato è un
encomiabile faticatore e serissimo atleta capace però, in ogni momento, di
allietare l’atmosfera o sdrammatizzare l’ambiente con improvvise e squinternate
trovate tipo l’irresistibile imitazione della zampogna natalizia! A lui e solo
a lui si può declamare: “E’ un onor per le nostre narici, usmare
il sudore di Sanfelici!”

# 13-Macchia Tiberio (pivot): Pivot antico
stampo, è ancora uno dei pochi che sa come difendere palloni in attacco, come
far perno sull’avversario e che si consente sontuosi tunnel ai più giovani o
esperti (Fenice, Mato Kramer) avversari. Vero e
proprio “evergreen” sa albergare dalle parti del II° palo per firmare con una
“Macchia-Nera” di inchiostro d’autore le pregevoli deviazioni in rete da
manuale del calcio a 5. Nei dopo-allenamento o nei dopo-partita è solito
elargire agli inesperti compagni preziosi consigli e utilissime lezioni di
vita, soprattutto sul come gestire il sempre spinoso e delicato binomio “calcio
e donna” (la sua prima conferenza è stata su “Allenamento e Grande Fratello
nella stessa serata: come farli convivere?”).

# 14-Ricci Valerio (laterale difensivo): Il “Barone Rosso” dopo tanti anni in cui le sue gambone
tentacolari da piovra e i piedoni ruvidi e rettangolari gli hanno consentito di
tarpare fior fiore di attaccanti e, a volte, di destreggiarsi in piena area
nemica, come i più tecnici attaccanti pivot, siglando pure reti di pregevole
fattura, ha deciso di ridurre il suo impegno togliendosi dalla mischia. A che
se da quando si è coraggiosamente messo nelle mani di una stregona
che pratica lo Shiatzu è ringiovanito
di vent'anni, non è più afflitto da dolori e ha messo
a segno pure una storica cinquina, ha deciso per questa stagione di mettersi a
disposizione solo in caso di necessità e di lasciare spazio a i giovani
nonostante abbia ancora in dispensa notevoli quantità dell’unguento miracoloso
tipo pozione di Asterix,"Lo Spirito
Gallico", che lo potrebbe far giocare fino ad 80 anni. Autore di improvvise e ingiustificate email
di autodifesa in cui sostiene che non sopporterebbe che “si pensasse male di
lui” quando è costretto a saltare qualche allenamento per preservarsi il fisico
macilento, esterna poi vane promesse da marinaio circa la sua presenza alle
sessioni atletiche al Druso e, nei dopo partita, è solito fingere di essere
senza portafogli per andare a scrocco da Tibe:
inevitabili e meritate le numerose email ricevute dai
compagni con la frase “Sì, Vale, io penso male di te!”